Intimità

Due attrici portano in scena l’omonimo racconto di Jean-Paul Sartre in un adattamento che le vede dialogare dell’amore, della felicità, della vita.

“Bisognerebbe che si potesse amare tutto
di una persona, l’esofago e il fegato e gl’intestini”.

 

In un’ambientazione ridotta ad un appartamento insignificante, alla camera di un albergo e a un paio di locali di Montparnasse a Parigi, l’avventura di Lulù, stretta tra l’affetto per un marito impotente e la possibilità di cambiare vita, fuggendo a Nizza con un suo virile spasimante, aiutata nella scelta dall’amica Rirette.

Cosa farà Lulù? Che decisione prenderà in quella che sembra la sua ultima notte a Parigi? Sarà davvero l’ultima?

Qualunque cosa farà Lulù al termine della sua notte insonne, sarà giusta; allo stesso modo, qualunque cosa farà sarà sbagliata. Né il marito né l’amante possono infatti rappresentare, per Lulù, fattori di un’autentica trasformazione interiore. Si sentirà anzi impoverita, perché tutto ciò non produce nessuna dialettica, nessun reale movimento della conoscenza.

In un teatro dove si discutono le grandi questioni contemporanee, attraverso personaggi presi in situazioni limite, la cui sfida è sempre la libertà, la responsabilità e il senso dell’esistenza, due attrici portano in scena il racconto sartriano in un adattamento che le vede dialogare dell’amore, della felicità, della vita.

[…in preparazione…]

 

INTIMITÀ – 12.2025 (click to play video)

 

 

 

 

 

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